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FORUM: chiacchiere
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Addio Pietrangeli
     
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ENRICO51





postato il:
26.11.2021, alle ore 12:05
Addio Pietrangeli 

Posto il mio estremo saluto ad un uomo che ha lottato insieme ai lavoratori.





L'uomo ha diviso l'atomo ma non sa dividere il pane
double_wrap




una ogni 100 livelli
una ogni 10 livelli una ogni 10 livelli una ogni 10 livelli una ogni 10 livelli una ogni 10 livelli


postato il:
26.11.2021, alle ore 16:09
La vita di Paolo Pietrangeli dovrebbe far riflettere su come si possa essere dei simboli e contemporaneamente degli assoluti incoerenti, esattamente come il suo datore di lavoro brianzolo.

La canzone Contessa di Paolo Pietrangeli è stata per una ventina di anni un simbolo di protesta e di ribellione al sistema, eppure Paolo Pietrangeli è anche uno dei migliori registi televisivi di MEDIASET con alcuni dei programmi di grandissimo successo (e parimenti assolutamente ignobili): Maurizio Costanzo Show, C'e' posta per te, Amici di Maria de Filippi.

Il suo datore di lavoro, il signorotto di Arcore, simbolo della destra conservatrice italiana, si tenne ben stretto il regista comunista Paolo Pietrangeli perche' i suoi programmi avevano altissima audience e garantivano enormi incassi pubblicitari. Prima le casse del regno e poi le ideologie.

Che dire, tutti teniamo famiglia e si deve pur mangiare, forse e' meglio separare il <simbolo> dall'<uomo> che lo ha creato e ricordarsi solo del ritornello, valido ancora oggi.

Che la terra gli sia lieve.



"se peso cado, ma se cado non peso"
adamatj.altervista.org
caccamo2





postato il:
26.11.2021, alle ore 20:25
double_wrap:
La vita di Paolo Pietrangeli dovrebbe far riflettere su come si possa essere dei simboli e contemporaneamente degli assoluti incoerenti, esattamente come il suo datore di lavoro brianzolo.

La canzone Contessa di Paolo Pietrangeli è stata per una ventina di anni un simbolo di protesta e di ribellione al sistema, eppure Paolo Pietrangeli è anche uno dei migliori registi televisivi di MEDIASET con alcuni dei programmi di grandissimo successo (e parimenti assolutamente ignobili): Maurizio Costanzo Show, C'e' posta per te, Amici di Maria de Filippi.

Il suo datore di lavoro, il signorotto di Arcore, simbolo della destra conservatrice italiana, si tenne ben stretto il regista comunista Paolo Pietrangeli perche' i suoi programmi avevano altissima audience e garantivano enormi incassi pubblicitari. Prima le casse del regno e poi le ideologie.

Che dire, tutti teniamo famiglia e si deve pur mangiare, forse e' meglio separare il <simbolo> dall'<uomo> che lo ha creato e ricordarsi solo del ritornello, valido ancora oggi.

Che la terra gli sia lieve.


Attenzione, paolo petrangeli era un artista, non un politico e non un attivista, e per quanto mi riguarda non è mai stato un simbolo come non lo fu fantozzi.
L'arte è assolutamente inutile disse wilde, farsi idee politiche seguendo canzonette o programmi tv è quanto di più pericoloso per la sopravvivenza delle ideologiee. Non a caso siamo piombati ormai in un'era postideologica in cui la politica viene influenzata da gente come fedez o achille lauro.
La sinistra è diventata solo 'sei un terf' o striscioni rossi nei municipi, l'antagonismo sociale è solo un lontano ricordo, gli effetti drammatici li vedremo a breve, non sarà bello.



Never use ideal current sources in simulation
schottky





postato il:
27.11.2021, alle ore 07:55
Io, sinceramente, non credo che Bertold Brecht, Frida Kalo, Cesare Pavese, Pellizza da Volpedo, Govanna Marini, Woody Guthrie, Carlos Puebla, Ken Loach, Vladimir Majakovskij, per mettere qualche nome a caso, ma ce ne sono tanti altri, si possano liquidare con "sono degli artisti" non hanno nulla a che fare con la politica.


Il vantaggio di essere intelligente e' che si puo' sempre fare l'imbecille, mentre il contrario e' del tutto impossibile. -- W. Allen
caccamo2





postato il:
27.11.2021, alle ore 10:00
schottky:
Io, sinceramente, non credo che Bertold Brecht, Frida Kalo, Cesare Pavese, Pellizza da Volpedo, Govanna Marini, Woody Guthrie, Carlos Puebla, Ken Loach, Vladimir Majakovskij, per mettere qualche nome a caso, ma ce ne sono tanti altri, si possano liquidare con 'sono degli artisti' non hanno nulla a che fare con la politica.

Tra tutti quei nomi scommetto che la marini l'hai messa solo perché l'hai vista ieri sera da zoro.

Si, erano solo artisti, nessuno di quelli citati ha mai fatto seriamente attivismo politico, la Khalo ad esempio (si scrive così), non basta avere una vita travagliata, essere famosi e fare qualche manifestazione o sventolare una bandierina per qualche anno.
Nel centro sinistra si ha questa brutta abitudine di ergere a simbolo i martiri, ad esempio la Segre, non ha fatto assolutamente nulla ma è sopravvissuta ai campi quindi l'hanno fatta diventare simbolo della resistenza. Ma, uno, la resistenza non ha nulla di politico è solo guerra, due è un affronto per chi la resistenza l'ha fatta davvero.
La politica la fanno sociologi e filosofi, Rand, Popper, Sartre, Fouacault, Chomsky, Zizek, questi se vuoi puoi definirli simboli politici.
Un politico deve essere uno scienziato, deve essere governato dalla razionalità, è incompatibile con la vita di un artista che invece per fare bene il suo mestiere deve poter cedere alle emozioni.
Fai attenzione a decidere da che parte stare perché hai capito veramente e non per moda.



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ENRICO51





postato il:
27.11.2021, alle ore 10:11
Sulla inutilità dell'arte non sono assolutamente d'accordo. L'arte è espressione,comunicazione e quando comunichiamo facciamo politica. <L'uomo è un animale politico> diceva Aristotele intorno al 350 a C e la fa in ogni momento, in ogni gesto. Se esci a comprare le patate fai politica,se scegli quelle del Molise invece di quelle dell'Emilia, se preferisci quelle normali a quelle arricchite di antiossidanti o di selenio fai politica. Vorrei ,anche, ricordare che alcune 'canzonette' hanno, cambiato il destino di certi Paesi o di stati sociali.


L'uomo ha diviso l'atomo ma non sa dividere il pane
schottky





postato il:
27.11.2021, alle ore 10:41
Ogni manifestazione d'arte ha un senso politico, che poi le manifestazioni "artistiche" attuali (canzonette etc.) abbiano un senso politico di merda siamo d'accordo. Riflettono esattamente dove sta andando la nostra società.
La televisione non la vedo mai e la Marini l'ho citata perchè posseggo, e ascolto, tutti i dischi del Canzoniere Italiano



Il vantaggio di essere intelligente e' che si puo' sempre fare l'imbecille, mentre il contrario e' del tutto impossibile. -- W. Allen
schottky





postato il:
27.11.2021, alle ore 10:43
P.S. in cui ritrovo il senso della politica come l'ho vissuta nella mia vita.


Il vantaggio di essere intelligente e' che si puo' sempre fare l'imbecille, mentre il contrario e' del tutto impossibile. -- W. Allen
caccamo2





postato il:
27.11.2021, alle ore 11:11
ENRICO51:
Sulla inutilità dell'arte non sono assolutamente d'accordo. L'arte è espressione,comunicazione e quando comunichiamo facciamo politica. <L'uomo è un animale politico> diceva Aristotele intorno al 350 a C e la fa in ogni momento, in ogni gesto. Se esci a comprare le patate fai politica,se scegli quelle del Molise invece di quelle dell'Emilia, se preferisci quelle normali a quelle arricchite di antiossidanti o di selenio fai politica. Vorrei ,anche, ricordare che alcune 'canzonette' hanno, cambiato il destino di certi Paesi o di stati sociali.

diro' di piu', sempre da wilde:
L'artista è il creatore di cose belle. Rivelare l'arte e nascondere l'artista è il fine dell'arte.
In un artista un intento morale è un imperdonabile manierismo stilistico


nel momento in cui l'artista svela il proprio pensiero smette di essere un artista. La politica e' invece basata su una comunicazione diretta ed efficace, incompatibile con la natura criptica della vera arte. L'arte non e' un linguaggio nel senso stretto, per definizione deve essere di libera interpretazione, deve poter generare emozioni diverse per ogni osservatore.

L'arte e' bellezza, e' cio' che ha a che fare con amigdala e sistema limbico, la parte piu' antica e profonda del nostro cervello. Sono reazioni istintive, percorsi neurali profondi costruiti da reazioni biologiche quando la comunicazione verbale non esisteva ancora. Consideriamo cose belle cio' che ci ricorda oggetti e situazioni del pleistocene, quando eravamo ancora abilis e non esisteva una struttura sociale.

Quindi no, non si puo' essere artisti e anche politici.
Il fatto che esista ancora un forte legame tra arte e politica indica solo che non ci siamo ancora liberati dalle irrazionalita' e non sappiamo ancora affrontare i problemi sociali con metodo scientifico. Tutti i problemi della societa' sono riconducibili a questo limite, quando non esisteranno piu' scienze molli vivremo in una societa' equa e giusta. E' altresi innegabile che negli ultimi duecento anni non abbiamo fatto grandi passi avanti da questo punto di vista, e dal progresso al regresso e' un attimo.



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ENRICO51





postato il:
27.11.2021, alle ore 20:01
caccamo2:
ENRICO51:
Sulla inutilità dell'arte non sono assolutamente d'accordo. L'arte è espressione,comunicazione e quando comunichiamo facciamo politica. <L'uomo è un animale politico> diceva Aristotele intorno al 350 a C e la fa in ogni momento, in ogni gesto. Se esci a comprare le patate fai politica,se scegli quelle del Molise invece di quelle dell'Emilia, se preferisci quelle normali a quelle arricchite di antiossidanti o di selenio fai politica. Vorrei ,anche, ricordare che alcune 'canzonette' hanno, cambiato il destino di certi Paesi o di stati sociali.

diro' di piu', sempre da wilde:
[quote]L'artista è il creatore di cose belle. Rivelare l'arte e nascondere l'artista è il fine dell'arte.
In un artista un intento morale è un imperdonabile manierismo stilistico



Ci sono altre definizioni dell'arte che non collimano con quella di Wilde
https://www.finestresullarte.info/opinioni/e-impossibile-div…
https://www.andreaconcas.com/che-cose-larte-scopriamo-alcune…
Vi auguro una Buona Domenica.



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