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FORUM: Elettronica Generale
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Alan_Ford




una ogni 10 livelli una ogni 10 livelli una ogni 10 livelli una ogni 10 livelli


postato il:
12.06.2018, alle ore 22:42
Magari avessi dei fet...

MB54:
MI SONO SCORDATO IL CAP DA 10-20 nF fra base e massa. Bel pirla, ma i bipolari non mi piacciono....


Me l'ero dimenticato anche io. Mettendo i condensatori mancanti in modo da renderlo uguale all'immagine il circuito oscilla... da zero a 40 kHz!!
Stavolta avevo montato la bacchetta di ferrite visto che il metallo è fatto apposta per la Rf


Credo che sospenderò gli esperimenti finché non troverò una vera MF rossa, non posso farti perdere altro tempo.
MB54




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postato il:
13.06.2018, alle ore 08:12
Alan_Ford:
Magari avessi dei fet...


non sono propriamente un sogno proibito; 30 cents l' uno, consegnati a casa

https://www.ebay.it/itm/10PCS-RF-VHF-UHF-JFET-Transistor-ONS…




Alan_Ford:

Stavolta avevo montato la bacchetta di ferrite visto che il metallo è fatto apposta per la Rf


Cambi sempre troppe cose insieme, non è un approccio logico. Per inciso, la ferrite non è un metallo.

Alan_Ford:

finché non troverò una vera MF rossa, non posso farti perdere altro tempo.

Imho è un errore usare una rossa nell' oscillatore. Prova a fare qualche conto sulle conversioni di frequenza e te ne renderai conto. Non è un caso che il progettista nell' articolo originale non fornisca alcun numero sulle frequenze: per coprire le onde corte ci vorrebbe piu' di una dozzina di quarzi e relativi filtri di ingresso.


Alan_Ford:

Credo che sospenderò gli esperimenti


Alan_Ford




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postato il:
13.06.2018, alle ore 09:28
MB54:
non sono propriamente un sogno proibito; 30 cents l' uno, consegnati a casa


Lo so, è che mi sono sempre concentrato sui transistor visto che sono i primi semiconduttori che ho conosciuto.

MB54:
Imho è un errore usare una rossa nell' oscillatore. Prova a fare qualche conto sulle conversioni di frequenza e te ne renderai conto. Non è un caso che il progettista nell' articolo originale non fornisca alcun numero sulle frequenze: per coprire le onde corte ci vorrebbe piu' di una dozzina di quarzi e relativi filtri di ingresso.


Lo farò, grazie.

MB54:


Ho esaurito le opzioni e come ho detto non posso far perdere tempo a te.
Ho un'ultima teoria: per usare quel toroide come fosse una MF rossa bisogna raddoppiare gli avvolgimenti. I valori di primario e secondario sarebbero ovviamente superiori, ma all'atto pratico, visto il materiale con cui è fatto, è come se fossero di meno. Visto che con un'induttanza da 400 uH ho ottenuto 2 MHz, che è più del doppio, non dovrei essere troppo lontano dalla realtà.
Sarebbe utile sapere che funzione aveva quando era montato nella lampadina.

PS: Comunque, se il circuito dovesse avere qualche errore occulto, auguro una diarrea perpetua al suo autore.
MB54




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postato il:
13.06.2018, alle ore 10:21
Non credo che il circuito abbia errori occulti. E' semplicemente un circuito critico prersentato in un testo in cui si parla molto e si dice poco. Manca solo una qualsiasi forma di AGC.

Ti ho già scritto da qualche parte che i circuiti usate sulle radio Jap anni 60 erano all' apparenza semplici, ma in realtà complessi: disegnati però da progettisti con le palle e realizzate da aziende con esperienza nelle costruzioni RF.
Nascevano dall' esigenza di usare pochi transistor, perchè molto costosi, così come negli anni 20 e 30 si economizzava sul numero di valvole.

Il circuito autodyne, oltre che delicato perchè lo stesso transistor oscilla e converte, è anche soggetto a forte intermodulazione, ovvero all' uscita sono piu' i segnali spuri di quelli reali. Ciò non è un problema di giorno, con poche stazioni ricevibili in OM, ma lo è di notte quando è abissale la differenza fra una radiolina a 5 transistor ed un rx povero ma decente: in sintesi, andavano benissimo per sentire 'tutto il calcio minuto per minuto', e poi, la sera, eventualmente si ascoltava la radio a valvole (la TV era cosa di pochi). Se in OM era un problema, figuriamoci in onde corte (anche se nell' ultimo decennio si sono svuotate), soprattutto se aggiungi un ulteriore transistor con quarzo, dove nuovamente il transistor oscilla e converte.

Per questo ritengo errata la scelta da parte tua di quel progetto (non il progetto in se, ammirevole), se non si ha sufficiente esperienza ed attrezzatura.Di errato nell' articolo c'è solo il titolo: di 'semplice' non c'è nulla in quel progetto.


Ho cercato di chiederti piu' volte info sul tuo misuratore di induttanze, almeno la frequenza di misura ed il principio di misura.
Una bobina ha un induttanza che varia sempre con la frequenza, poco o tanto ... dipende. Se il tuo LCmetro lavora ad esempio a 50 kHz e misura 400µH, non è detto che a 1 o 2 o 10 MHz l' induttanza sia sempre quella, potrebbe scendere a pochi microH se il nucleo non è adatto. Come ti ho già detto, metti l' oscilloscopio in parallelo alla bobina durante la misura, e sai qual'è la frequenza di misura per quel valore di induttanza (per gli LCmetri a risonanza la frequenza varierà con il variare dell' induttanza sotto misura).
Le bobine in aria hanno meno problemi, ma presentano sempre una frequenza di autorisonanza al di sopra della quale si comportano progressivamente da condensatori. In uno dei primi link ti ho dato l' indirizzo di un calcolatore serio di induttanze in aria.

Se vuoi continuare le prove, potrei suggerirti in ordine di:

1 rimettere il toroide, che oscillava e rifare le prove con il condensatore sulla base. Nell' ultima configurazione esiste il rischio che la 100µ si accoppi con la bobina fatta su barretta di ferrite ( mettile con assi a 90° e non troppo vicine)

2 aprire un nuovo argomento sul forum specifico solo per l' autodyne: molti frequentatori del forum sono esperti di transistor e RF, ma probabilmente non seguono più questo 3d (e li capisco..)

3 l' impedenza da 100µ (meglio 0,5-1 mH) sarà poi da sostituire (serviva solo per una prima prova): prima con un largabanda per evitare selettività nella risposta ( parti alla ricerca di un toroide) e poi con la MF (gialla, se ricordo bene)


Per i nuclei sulle lampade chiedi a zio Bapu o a chi vuoi.



Alan_Ford




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postato il:
13.06.2018, alle ore 10:55
MB54:
Ho cercato di chiederti piu' volte info sul tuo misuratore di induttanze, almeno la frequenza di misura ed il principio di misura.


Deve essermi sfuggito. Intendi che strumento uso? Un UNIT UT58D.

MB54:
Una bobina ha un induttanza che varia sempre con la frequenza, poco o tanto ... dipende. Se il tuo LCmetro lavora ad esempio a 50 kHz e misura 400µH, non è detto che a 1 o 2 o 10 MHz l' induttanza sia sempre quella, potrebbe scendere a pochi microH se il nucleo non è adatto.


Questo rafforza la teoria che ho scritto sopra. Posso provare a raddoppiare o triplicare le spire fino a raggiungere un range accettabile (es: da 200 a 800 kHz, oppure da 500 a 1 MHz).
MB54




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postato il:
13.06.2018, alle ore 11:35
Mi cito:
"Cambi sempre troppe cose insieme, non è un approccio logico. "

Anzi è un pessimo approccio, che francamente fa solo perdere tempo.

Lascia il toroide come era nella prova in cui oscillava oltre il MHz. Metti solo il condensatore sulla base e rifai le misure: frequenza minima e massima, capacità minima e massima.Numeri misurati, non immaginati.
Il range di frequenza non è importante adesso, ma serve solo a capire se tutto va bene o meno.


La frequenza a cui dovrà oscillare è tutta da decidere, sulla base dei quarzi disponibili, delle bande OC di interesse e sopratutto in base alla stabilità dell' oscillatore locale.



Non mi interessa il modello di tester che usi. Ho bisogno di sapere su quale principio misura le induttanze ed a quale frequenza, per capire quale significato dare ai numeri che fornisce. Devi cercare in rete. Ti avevo suggerito di mettere l' oscilloscopio in parallelo alla bobina, in modo da avere il dato della effettiva frequenza di misura ( a vuoto e per una specifica bobina), cosa che sicuramente il manuale non ti indicherà.
Alan_Ford




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postato il:
15.06.2018, alle ore 00:27
MB54:
Non mi interessa il modello di tester che usi. Ho bisogno di sapere su quale principio misura le induttanze ed a quale frequenza, per capire quale significato dare ai numeri che fornisce. Devi cercare in rete


Non saprei dove cercare queste informazioni ma ci proverò.

Ho rimontato ex novo l'oscillatore in un punto pulito della basetta per non avere problemi con le tracce di stagno preesistenti.
Ho riutilizzato il toroide della lampadina ottenendo un'induttanza da 400 uH. Il varicap alla sua capacità massima misura 750 pF (al contrario dei 500 riportati nel datasheet).
Se metto un condensatore da 100 nF nel nodo tra la resistenza da 220 ohm e l'impedenza da 1 mH e massa il circuito non oscilla (del resto non era previsto nemmeno nello schema originale).

Riesco a misurare la frequenza solo nel punto A. Quando la capacità del diodo arriva a 90 pF il circuito non funziona più.
In questa foto si può vedere la forma d'onda alla frequenza minima e alla massima rilevabili. Sono ovviamente fuori scala rispetto ai calcoli, l'ipotesi è che il nucleo sia saturo e che di conseguenza la frequenza sia maggiore del dovuto. Triplicare le spire dovrebbe sistemare tutto.
Alan_Ford




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postato il:
15.06.2018, alle ore 05:53
Dato che non riesco a dormire mi sono rimesso a lavorare sul circuito. Dato che l'impedenza da 1mH dovrebbe simulare il primario della MF gialla mi sono detto "se ci avvolgo alcune spire per simulare il secondario dovrei vedere la forma d'onda" e così è stato

Ovviamente le spire che ho potuto avvolgere sono poche, per cui la potenza trasferita è minima, ma sono riuscito lo stesso a rilevarla (solo all'oscilloscopio).
Dovrebbe essere un buon segno.
MB54




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postato il:
15.06.2018, alle ore 06:25
non va. Piu' tardi ti rispondo. Perchè sulla base hai 10 e 10 kohm, prima erano 22 e 10k?
MB54




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postato il:
15.06.2018, alle ore 06:27
ma oltre che clippare una semionda, va in salita o è solo storto il crt?
segui questo thread con grixFC, per questa funzione devi aver installato il software grixFC

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