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 frengo1


postato il: 05.07.2025, alle ore 17:24 |
MA PERCHÉ A ME (con il parallelo a crudo) NON SI ROMPE MAI ?
Salve a tutti.
Ho uno strano quesito da porre a tutti gli utenti di Grix ????????
Ho da anni in gestione e manutenzione diversi sistemi privati (cioè non aziendali) alimentati a 13.6 volts in CC con assorbimenti variabili tra 1 e 30 A.. con tutti i carichi (analogici e digitali) collegati in parallelo tutti quanti sull' uscita dell' alimentatore (che è da 600W e fornisce i 13.6 volts). In parallelo crudo c' è una batteria al piombo da 80 Ah con interposto solo un fusibile. Il sistema è funzionale e funziona da molti anni e l' ho replicato con successo anche a casa mia perché mi consente di avere una specie di UPS il quale in caso di mancanze rete enel lascia tutti i carichi alimentati in CC senza alcuna interruzione almeno fino a quando non interviene un battery protect che stacca la batteria se arriva a 11 V. e potrebbe ossidarsi. Come già detto i carichi (modem, access points, controllers, allarmi, Raspberry, sensori, telemisure, NVR, telecamere, accesori e telecontrolli assorbono nel loro insieme solo qualche ampere e raramente superano i 4-5 ampere continui per cui una batteria da 80A. dura un bel po', senz' altro almeno fino a quando ritorna la corrente dopo una mancanza anche di svariate ore).
Il mio quesito è: come mai sul web trovo tantissimi circuiti di collegamento di una batteria tampone con in serie dei diodi o altro (diodi che comunque ha una caduta di almeno 0.7 V.) anziché in parallelo diretto nudo e crudo come invece faccio io. Cosa nel mio sistema dovrebbe rompersi (che non si è mai rotto) senza il diodo in serie ma solo con il fusibile al posto del diodo ?
Se si doveva rompere qualcosa non si doveva già bruciare ? Mancanze rete 220 ce ne sono state per cui posso dire che il sistema è validissimo e collaudatissimo negli anni.
Qualcuno mi sa spiegare ? Grazie |
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 double_wrap


postato il: 05.07.2025, alle ore 21:40 |
frengo1: [CUT] i carichi (analogici e digitali) collegati in parallelo tutti quanti sull' uscita dell' alimentatore (che è da 600W e fornisce i 13.6 volts). In parallelo crudo c' è una batteria al piombo da 80 Ah con interposto solo un fusibile. [CUT]
come mai sul web trovo tantissimi circuiti di collegamento di una batteria tampone con in serie dei diodi [CUT]
Collega un amperometro da 10 A fondo scala in serie alla batteria al piombo e leggi quanta corrente <entra> costantemente nella batteria. Poi valuta cosa accadrebbe con il diodo in serie.
"se peso cado, ma se cado non peso"
adamatj.altervista.org |
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 pippodue


postato il: 06.07.2025, alle ore 07:54 |
Diverso tempo fa ho realizzato un semplice cavetto a Y per collegare un modem al suo alimentatore e a una batteria da 12V. Non so come facesse, ma il modem si bloccava nell'istante in cui l'alimentatore veniva meno. Può darsi che adesso gli apparecchi non siano tanto sensibili agli sbalzi di alimentazione.
anche i grandi uomini, come gli uomini comuni, possono talvolta cadere in errore (Voltaire) |
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 zio bapu


postato il: 07.07.2025, alle ore 20:00 |
Probabilmente l'alimentatore non entra in protezione nel momento in cui torna la corrente e la batteria si è scaricata.
O magari la batteria non si scarica mai abbastanza per generare un assorbimento elevato nell'alimentatore al momento del ritorno dell'alimentazione e quindi della sua ricarica.
mandi |
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 dacolug

[pagine pubblicate]
postato il: 08.07.2025, alle ore 09:55 |
i diodi in un sistema con batteria tampone dovrebbero servire in caso di mancanza rete per evitare che la batteria oltre a mandare corrente sul carico la mandi anche verso l' alimentatore, se questo è di tipo lineare arriverebbe tensione al transistor finale e potrebbe rompersi perchè polarizzato al contrario.
se usi uno switching non credo ci sia molto dopo al trasformatore che porrebbe rompersi, di solito ci sono un diodo e un elettrolitico e qualcosa che controlla la tensione ma la parte delicata sta sul primario.
Insomma senza conoscere gli schemi di quello che si usa meglio una cautela in più che in meno.
Un altro discorso è la tensione massima di batteria che quando è carica dovrebbe essere di 13,8 volt, collegata ad un alimentatore che eroga 12 volt non è che si possa poi proprio caricare bene
L'Ottomana è quella cosa
di cotone oppur di lana
che si chiama l'ottomana
perché ha sempre quattro piedi |
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 frengo1


postato il: 15.07.2025, alle ore 00:08 |
Chiedo scusa se non ho risposto subito ma ho avuto una settimana campale.
Mi correggo per quanto riguarda la tensione che non e' di 13,6 V. ma 13,4 e comunque rispondendo a double_wrap devo dire che ho provato a collegare un milliamperometro in serie e non segna quasi nulla, ovvero qualche milliampere (meno di 10 mA). Ho anche provato con un tester a lancetta e alla minima portata (cioe' 500 microampere) la lancetta si muove di pochissimo.mm
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 frengo1


postato il: 15.07.2025, alle ore 00:35 |
Anch' io seguendo 'anticamente' alcuni schemi usavo un diodo in serie alla batteria ma ho notato che in questo caso c' erano due grossi problemi:
1) La caduta di tensione di 0,7 dovuta al diodo che faceva si che una batteria carica a 13.4 v. dava comunque non piu' di 12.7 V. che andandosi a sommare ad un po. di caduta di tensione dovuta ai collegamenti non mi consentiva di alimentare il carico con un buon margine in quanto appena la batteria inizia a scaricarsi il tutto non funzionava piu' perche' la tensione era ben sotto i 12 V..
2) In caso di correnti elevate il diodo se non era abbastanza 'grosso' scaldava e alcune volte si bruciava.
Da allora in poi ho sempre utilizzato questo sistema di collegamento in 'parallelo secco' della batteria al piombo e non ho veramente MAI avuto problemi. Addirittura ricordo di aver utilizzato questo sistema quando non erano ancora in commercio gli alimentatori switching da 20 - 30 A. come li conosciamo noi oggi e dunque anche utilizzando alimentatori lineari (quelli classici con i 2N3055 in parallelo per intenderci) non avevo alcun problema di ritorno della tensione della batteria nell' alimentatore, ovvero ci andava ma non ha mai causato danni all' alimentatore.
Visto che utilizzo questo sistema da decenni e funziona perfettamente non capisco davvero cosa debba accadere (e dove) utilizzando questo collegamento senza il diodo.
Quelle volte che ho dovuto sostituire la batteria con una nuova non e' mai stato perche' avesse una carica eccessiva ma solo e sempre perche' non avevo un battery protect (tipo ad esempio il Victron BP-65) e quindi in caso di mancanza Enel di piu' di qualche ora la tensione della batteria scendeva sotto gli 11 V. e si ossidava. Da quando faccio bloccare la scarica eccessiva a 11 V. la batteria dura anni e anni.
Qualcuno mi sa spiegare ?
GRAZIE |
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 dacolug

[pagine pubblicate]
postato il: 15.07.2025, alle ore 14:03 |
dacolug: i diodi in un sistema con batteria tampone dovrebbero servire in caso di mancanza rete per evitare che la batteria oltre a mandare corrente sul carico la mandi anche verso l' alimentatore, se questo è di tipo lineare arriverebbe tensione al transistor finale e potrebbe rompersi perchè polarizzato al contrario.
se usi uno switching non credo ci sia molto dopo al trasformatore che porrebbe rompersi, di solito ci sono un diodo e un elettrolitico e qualcosa che controlla la tensione ma la parte delicata sta sul primario.
Insomma senza conoscere gli schemi di quello che si usa meglio una cautela in più che in meno.
Un altro discorso è la tensione massima di batteria che quando è carica dovrebbe essere di 13,8 volt, collegata ad un alimentatore che eroga 12 volt non è che si possa poi proprio caricare bene
rileggendomi... scusate ma non so dove sono andato a trovare i 12 volt
L'Ottomana è quella cosa
di cotone oppur di lana
che si chiama l'ottomana
perché ha sempre quattro piedi |
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 zio bapu


postato il: 15.07.2025, alle ore 18:55 |
frengo1: e quindi in caso di mancanza Enel di piu' di qualche ora la tensione della batteria scendeva sotto gli 11 V. e si ossidava. Da quando faccio bloccare la scarica eccessiva a 11 V. la batteria dura anni e anni.
Qualcuno mi sa spiegare ?
GRAZIE
Andare sotto gli 11 volt per qualche ora non è un problema, la batteria della mia auto c'è stata sotto delle settimane e una volta ricaricata ha ripreso vita.
La tensione minima per non danneggiarla è di circa 10,5 volt
mandi |
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 ax77


postato il: 15.07.2025, alle ore 20:07 |
Qualcuno mi sa spiegare ?
Si ed e' facile.
Credo che, a farla grande, in un giorno difficilmente monterai piu' di 4 batterie, perche' sei un tecnico che fa montaggi e assistenze.
Se vai dove si fanno montaggi elettronici in serie, in un giorno di quelle batterie non ne monti meno di 100, e se moltiplichi per piu' di qualche operatore le 100 le superi agevolmente.
Visti i tempi stretti, qualcuna statisticamente la monti rovescia. Non ho detto che se stai attento non succede. Ho detto che statisticamente succede. L'ho visto succedere piu' e piu' volte.
Dici che e' impossibile? Per curiosita', schede e semilavorati subiscono ispezione ottica automatica anche per intercettare questi errori: quelli di orientamento sono i piu' comuni.
Finche' si tratta di pochi decimi di euro va anche bene: quando ti ritrovi batterie o condensatori elettrolitici grossi montati rovesci, se non ci sono protezioni nei circuiti si possono fare seriamente male anche gli operatori dei collaudi.
Il circuito ha sempre ragione
Il 555 sta all elettronica come arduino all informatica: entrambi loro malgrado. |
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