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FORUM: Elettronica Generale
Qui si parla di tutto....dall'analogico al digitale, dal software all'hardware, dal semplice crepuscolare al computer.


Misurare l'impedenza di un cavo coassiale
     
Autore Messaggio opzioni
maxmix69





postato il:
13.07.2013, alle ore 20:19
Ho capito solo questo:
banjoman:
I risultati sono sballati perche' un cavo non puoi trattarlo come avente una L una R e una C definite (parametri concentrati), occorre analizzarlo col metodo dei parametri distribuiti che e' tutto un altro mondo.

Per il resto i miei studi passati non sono sufficienti a farmi capire perfettamente tutto quello che mi hai scritto. Comunque ho dato uno sguardo ai vari link, più o meno i metodi di misura ci sono, mi serve solo un oscilloscopio con banda passante di un centinaio di Mhz, il mio arriva a 20...25, non di più.
banjoman





postato il:
13.07.2013, alle ore 20:38
Per iniziare a vedere gli effetti delle riflessioni su un cavo puo' anche bastare un oscilloscopio da 25, a patto di essere cauti nell'osservare e interpretare le misure. QUello che conta e' avere un generatore di treni di impulsi decente. Se hai un generatore di funzioni che abbia anche una uscita TTL sufficientemente "robusta" si puo' iniziare a fare qualche esperimento interessante.

In alternativa puoi costruirti tu uno stadio finale TTL parallelando piu' buffer TTL (soluzione brutale ma economica ed efficace, usata anche in generatori di funzione blasonati) e pilotandoli con il generatore di impulsi (nota bene, devono essere impulsi di pochi us, non onde quadre)
Una decina di metri di cavo coassiale (se ne hai di piu' meglio), un paio di adattatori BNC a T, un terminatore BNC da 50 ohm (o 75 a seconda del cavo che misuri), qualche resistenza di vari valori, da pochi ohm a 100 e piu' ohm, e puoi iniziare a fare esperimenti interessanti.

Io li feci usando un oscillo da 10MHz, una trentina di anni fa. Non si vedevano tutti i dettagli, ma gli effetti piu' importanti si'. Lo feci giusto per mettere in pratica cio' che avevo letto a scuola. Mi ricordo ancora adesso che ne rimasi affascinato.
Poi mi sono evoluto, ma questa e' un'altra storia...

Max
FrancoGual



[pagine pubblicate]

postato il:
13.07.2013, alle ore 20:42
Banjoman, ma eventuali link allegati non li visiti nemmeno per curiosità?
E' stato allegato un sistema per misurare, oltre alla segnalazione di steno che indica il kit che funziona come hai descritto.



Anche il viaggio più lungo inizia con un piccolo passo.
Si vis pacem, para bellum!!!
Mark Zuckerberg ha reso suoi schiavi milioni di persone senza che se ne rendessero conto. F.G.
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pippodue




una ogni 10 livelli una ogni 10 livelli una ogni 10 livelli una ogni 10 livelli una ogni 10 livelli una ogni 10 livelli una ogni 10 livelli


postato il:
13.07.2013, alle ore 22:30
maxmix69:
Per l'induttanza ho misurato solo il centrale del cavo e solo la garza, ottenendo ovviamente risultati quasi identici. Li ho messi pure in paralleleo, chiaramente ancora risultato identico. ho provato a metterli in serie, chiudendoli da un solo lato, oppure collegando la calza di un lato con il centrale del lato opposto.

Secondo me la formula teorica dell'impedenza caratteristica dovrebbe funzionare, solo bisogna accertarsi che le misure di capacità e induttanza vengano effettuate lanciando una frequenza tale, che la lunghezza del cavo su cui facciamo la misura risulti molto minore della lunghezza d'onda. Poi l'induttanza si può anche calcolare, per avere un ulteriore riscontro col valore misurato.




anche i grandi uomini, come gli uomini comuni, possono talvolta cadere in errore (Voltaire)
ax77





postato il:
13.07.2013, alle ore 22:32
max, l'impedenza caratteristica di un cavo è il rapporto tra tensione e corrente incidenti del segnale che viene trasmesso lungo il cavo. Nelle linee di trasmissione, ad ogni variazione di impedenza caratteristica (che, nei pcb, è anche semplicemente il cambio di direzione di una pista) corrisponde una rilfessione di segnale: una parte del segnale prosegue, un' altra torna indietro e si somma al segnale incidente (e il ciclo si ripete all' infinito, nei due versi di percorrenza del segnale lungo il cavo).
Questa cosa ha, attualmente, importanza fondamentale nei circuiti digitali, perchè le frequenze di funzionamento sono molto elevate. Era comunque importante anche nei primi pc ibm, che io sappia, perchè non si potevano disporre le schede di espansione nel bus come si voleva (altrimenti potevano non funzionare, appunto per fenomeni di riflessione, ma al momento non chiedermi di essere più preciso perchè fa parte di cose che devo studiare... e non sono multitasking).



Il circuito ha sempre ragione

Il 555 sta all elettronica come arduino all informatica: entrambi loro malgrado.
banjoman





postato il:
13.07.2013, alle ore 23:22
FrancoGual:
Banjoman, ma eventuali link allegati non li visiti nemmeno per curiosità?
E' stato allegato un sistema per misurare, oltre alla segnalazione di steno che indica il kit che funziona come hai descritto.


Beh, francamente non li ho visti nemmeno per curiosita' perche'... io parlo per esperienza personale dato che mi occupo di questi argomenti da una vita (TDR) e sono gia' pieno di libri e appunti vari di tutti i tipi e continuo a sperimentare sempre nella realizzazione di pulser ultraveloci per la TDR. Non ho il numero di NE citato e nemmeno so che tipo di kit proponga.

QUello che proponevo io sono esercitazioni di laboratorio tipiche di ingegneria, e che usavo nei seminari per l'addestramento alle tecniche di bus e interconnessione che gia' negli anni '70-80 avevano una incidenza notevolissima sulla resa finale delle prestazioni. Purtroppo i concetti di diafonia, glitch, wired-or, three-state, adattamenti di impedenza, terminazioni, eccetera erano molto sottovalutati e ne derivavano effetti collaterali disastrosi quando chi disegnava il pcb non era adeguatamente affiancato da un progettista edotto su tali argomenti...

Maxibon





postato il:
14.07.2013, alle ore 13:44
maxmix69:


Prendiamo un semplice pezzo di cavo coassiale, per esempio cavo d'antenna TV Questo cavo avrà una sua induttanza ed una sua capacità direttamente proporzionali alla lunghezza del cavo stesso. La formula generale per il calcolo dell'impedenza è

Z=sqrt L/C

ed essendo il rapporto L/C costante l'impedenza del cavo non varia in base alla sua lunghezza, né tantomeno dipende dalla frequenza che nella formula infatti non appare.

Solo che facendo qualche misura con cavi noti escono valori di impedenza completamente sballati! Però non ho trovato risposta soddisfacente al perché il "mio" metodo di misura porta a risultati errati. C'è qualcuno che me lo sa spiegare?


in teoria la formula è esatta a frequenze elevate in cui è trascurabile la conduttanza e la resistenza differenziale del cavo (perciò in VHf e UHF per il cavo che hai misurato )
Il problema, credo che sia difficile misurare l' induttanza di un cavo e con questi induttanzimetri
mi pare che per un cavo coassiale Tv a 75 ohm ( ma non so dirti di preciso se con dielettrico in polietilene o teflon o teflon espanso ) la capacità per Km sia intorno a 46 nF e l' induttanza ( che in questo caso credo è indifferente dal dielettrico ) sia intorno a 260 uH per Km, infatti se adoperi la formula che hai postato, ti tornerà 75 ohm
Tu che misure hai avuto ? ( la lunghezza su cui hai fatto la misura non è influente , per ogni metro basta dividere per mille i dati che ti ho riportato)

La rivista di NE che ti hanno consigliato è questa qui sotto

http://superdownloadfile.altervista.org/grix/234%20Rivis…

Mentre se vuoi saperne di più, questo qui è un saggio un po' datato, ma una volta letto, si comincia a capire qualcosa sulle linee di trasmissione.
Ovviamente bisogna farsi 2 p... , ma dipende se piace la materia e..la matematica...

cmq per chi vuole leggerlo

http://superdownloadfile.altervista.org/grix/Linee%20a&#…

maxmix69





postato il:
14.07.2013, alle ore 22:01
Grazie a tutti per le risposte. Sto leggendo con calma tuti i link che mi avete dato, capendone solo una parte. Se raggiungo un risultato concreto vi faccio sapere!
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