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I BOX CONTENITORI tipo: livello:
Contenitori per circuiti elettronici all'insegna del fai da t.
 
 



 

I box contenitori


Mille tutorial sui PCB, indispensabili per la realizzazione di moltissimi progetti. 
Mai nessuno che parli di BOX contenitori, e pensare che sono davvero importanti!

Descrizione


Come farsi in casa bellissimi contenitori, spendendo pochi soldi, poca energia e guadagnando tanto divertimento e soddisfazione.


Titolo Sezione


Bastava pensarci!

 

Una notte insonne, passata fra il letto e il desktop, senza riuscire ad addormentarsi. Mille pensieri che tormentano il cervello impedendogli di riposare, ed ecco che balena in mente, no dai, balena è troppo grossa, allora, ed ecco che delfina in mente, no dai, delfina è troppo cretina. Beh, lasciamo perdere le sfumature e picchiamo davvero sul sodo, perchè proprio in una di queste situazioni notturne è nata l'idea di come farsi i box in casa, box su misura, e senza una grande attrezzatura: un seghetto con lama dentata da  ferro, qualche goccia di attack cianoacrilico, un po' di carta vetrata, e ovviamente, il materiale da costruzione, che nel nostro caso è dato da ritagli di plexiglass rimediati "A GRATIS" dalla più vicina fabbrichetta lavorante questo versatilissimo materiale. Se non chè, se ci avete già provato, a farvi gli scatolotti con il plexy, il lavoro, alla fine, risulta sempre un qualcosa di non esageratamente carino, con una grande tendenza al sottosquadro. Dai Maurizio, non ci tenere sulle spine, cosa è, questa volta, la cosa che fà il miracolo? Beh, un po' mi vergogno a dirlo perchè ho usato dei giocattoli sottraendoli alle cure della mia ultima nipotina di 3 anni e mezzo. Ebbene ho usato nientepopodimeno che dei mattoncini di plastica tipo LEGO di misura molto grande, vedi foto varie.  Ah, belli, e per farci che cosa? Eh hee, semplicio: Lo skeletro, l'ossatura, l'armatura portante, l'impalcatura usa e getta, quella cosa che ci permetterà di fare il box con grande precisione di misura, al massimo con una tolleranza di un mattoncino in più (vi prego, non andate a tagliare i mattoncini per farli più piccoli)! Pensateci bene, non è poco, in quanto, se anche lo trovate in commercio, un box, non è mai di misura ottimale, o è così piccolo da doverci pigiare dentro i componenti del circuito o è così grande da somigliare ad un uovo di Pasqua dove il progetto ci balla dentro come la sorpresina del suddetto ovetto.

Spieghescion o spiegasiun che dir si voglia.

Immaginiamo di avere in mano il progetto finito, costituito da una manciata di componenti assemblati, che, giustamente, non vedono l'ora di avere una loro casetta. Un insieme di fili penzoloni con su attaccati dei pulsanti, dei potenziometri dei displays o dei commutatori, e chi più ne ha più ne metta. Totale: un circuitino niente male, che funziona benissimo, che ci sarà molto utile in futuro, ma è ancora, aimèh, un "senza tetto". Procedendo con ordine, cerchiamo di dare, ai diversi componenti esterni al PCB, una posizione razionale, al fine di poterli maneggiare comodamente. Tutto questo in funzione alle dimensioni del futuro pannello anteriore. Poi vediamo come e dove alloggiare il PCB, tenendo conto, non più di maneggevolezza o estetica, bensì di posizionamento in funzione alla temperatura da dissipare, o, nel caso sia roba che non si scalda, osserviamo il principio della filatura corta e della facile accessibilità in caso di modifiche, o peggio, riparazioni. Prima di proseguire nel discorso, fatevi un'idea di ciò che voglio dire prendendo esempio dalle foto 1,2 e 3.

              

Foto n°1   Un trasformatore toroidale              Foto n°2 Un alimentatore stabilizzato         Foto n°3 I componenti impacchettati  per                                                                                                                                                            stabilire l'ingombro totale

 A seconda del suo ingombro, la base PCB andrà fissata all'interno del box o sul pannello posteriore o a 90 gradi da quello anteriore. La scelta di ciò è decisamente soggettiva e non rilevante ai fini del risultato ottimale. Una volta stabilito, quindi, l'ingombro, andiamo al "simulatore", grossa parola che sta ad indicare l'assemblaggio dei mattoncini visti all'interno del box. Per capirci meglio diamo un look alla foto n°4.

Foto n°4 I mattoncini impacchettati e stretti con dello scotch trasparente

Mi auguro che sul WEB si possa vedere con chiarezza lo scotch che deve essere attaccato su tutti gli spigoli per stringere il pacchetto di mattoncini al fine di evitare che l'attack aderisca sui mattoncini anche solo quel tanto che basta ad impedirne l'estrazione, vedi legge di Murphy!

Ora che abbiamo definito l'imgombro procediamo al compattaggio dei mattoncini, non solo servendosi dei loro naturali incastri, ma anche con un po' di scotch, no, non intendo il whisky, ma il nastro adesivo trasparente che, oltre a impedire saldamente la disgregazione prematura dell'impalcatura, risulta assai comodo quando si devono togliere i mattoncini, in quanto sullo scotch trasparente la resina cianoacrilica non si attacca, o se anche si attacca è comunque facilmente distaccabile. Bene bene bene, ora abbiamo in mano il parallelepipedo corrispondente al volume interno del box. Su ogni faccia di questo andrà appoggiata una lastrina di plexy presagomata anche "spannometricamente"   vedi foto n°5 e 6, tanto per cause di forza maggiore tutte le faccie dovranno essere corrette alla fine dell'incollaggio totale.

 

                 

Foto n°5 Incollaggio della prima faccia qui basta un solo lato ben rifilato                Foto n° 6 proseguimento dell'incollaggio

Ogni volta che si aggiunge una faccia, è questo il vantaggio di poter contare sull'impalcatura di mattoncini preformata a suo tempo, non si va mai fuori squadro! Basta semplicemente appoggiare la nuova faccia, incollarla su un lato della precedente e sul fondo, tenendo presente che almeno due spigoli  (un lato e il fondo) siano ben squadrati a 90 gradi, ricordiamo ancora una volta che solo alla fine di tutto l'incollaggio si dovrà procederà alla rifilatura. Per fare questo, meglio se avete una discreta attrezzatura, ma in mancanza di questa basta un seghetto da ferro e... tanta, ma tanta pazienza! Quindi: un seghetto da ferro, o  qualsiasi altra cosa che sia in grado di tagliare il plexy. Fase in cui occorre fare un po' di attenzione, in quanto se siete "violenti" nell'operazione di taglio, vi può capitare di sbriciolare il materiale e di doverlo sostituire con una nuova faccia. Il plexy, se è molto freddo tende a dare questo antipaticissimo inconveniente. Un consiglio: lavorate in ambiente caldo, ossia non sotto ai 25 gradi centigradi. Lo dico in quanto anche per me è stata la prima volta e... dai via, due faccie le ho fatte secche, non  voglio nascondere i miei errori, che tuttavia vengono a vostro vantaggio in quanto miomao vi ha avvertito del pericolo mentre a miomao nessuno aveva mai dato alcun consiglio in merito hi hi.

           

Foto n°7 "il grezzo" incollato e pronto per la rifilatura                         Foto n°8  Il box rifilato a cui vengono aggiunte 4 colonnine                                                                                                                                per  avvitare il coperchio  

  

Foto n°9 particolare colonnina  incollata      Foto n°10 Evviva! la madre e la figlia, fiiiuuuu che sudata!

Ed ecco che siamo giunti alla fine . La foto n°10 parla da sola. Ora manca solo un bel pannello, però io la pianto qui e vi rimando ad un link,  di casa nostra (non cosa nostra), insomma di GRIX dove un GRIXxino coi fiocchi si è preoccupato in anticipo regalando a tutti noi un bellissimo tutorial sulle mascherine dei pannelli fatti in casa. http://www.grix.itviewer.php?page=6070           Grazie nixs te la cavi molto bene con i lavori in plexiglass.

Qualche considerazione finale con svolazzo di fantasia in extremis: Anche se i mattoncini sono solo parallelepipedi, Si possono sempre utilizzare per fare dei box da strumentazione con pannello inclinato, basta prevedere le misure delle facce e la faccia anteriore tenerla più bassa di quella posteriore (o viceversa, dai che tanto lo so che avevate capito al primo colpo). Non è detto che tutte le facciate debbano essere di plexy, a volte la parte posteriore può risultare comoda farla in lamierino  strappato ad un alimentatore da PC così da poter utilizzare la ventolina e, hi hi, anche il "buco" già fatto allo scopo! Il plexy bianco, che ho utilizzato per questo articolo è uno sbrago che non vi dico se lo illuminate con led tricolore ad alta potenza. Se volete proseguire con lo sbrago e andare in brodo di giuggiole, provate a verniciare le facce con vernice spray fluorescente e poi andate ad illuminare il tutto con dei led ultravioletti. Provare per credere!

Ultima cosa, dopo la pianto e vi lascio in pace. Lo scatolotto che vi ho mostrato in queste pagine è stato verniciato  tutto  nero tranne il pannello frontale, vi assicuro che in estetica e in professionalità il box ci guadagna moltissimo inoltre ho la possibilità di creare sul pannello delle spie colorate fluor con il led ultravioletto inserito dentro il box così il led rimane nascosto alla vista pur facendo luce ugualmente. Dette spie possono essere costituite anche da delle scritte!!! Ma questo al massimo potrà essere oggetto di un altro tutorial.

Ora vado via e dico sul serio  Ciaooooo GRIXxiniiiiii!





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Questa pagina stata creata da miomao [pagine pubblicate]
il 06/05/2010 ore 23:23
ultima modifica del 10/05/2010 ore 15:35
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